Presentazione

Il palazzo scolastico verrà risanato

Più del 50 per cento dei votanti ha approvato il credito per la ristrutturazione della palestra e quello per l’aggiornamento del progetto globale – Il sindaco: «Ora la priorità sarà avviare il primo cantiere a giugno» – I contrari: «Prendiamo atto ma spiace per i bambini».

ripreso dal Corriere del Ticino, 8 marzo 2021, a cura di Barbara Gianetti Lorenzetti

Vedi pure i documenti nel seguente collegamento:

I bambini di Gordola non avranno un nuovo istituto scolastico, ma continueranno a frequentare la sede Al Burio, opportunamente risanata. A deciderlo è stata la popolazione del Comune, bocciando i due referendum che si opponevano ai relativi crediti, accolti a ottobre dal Consiglio comunale. A favore dei 3,8 milioni di franchi destinati alla ristrutturazione della palestra sono andati 1.032 voti (circa il 53 per cento), contro 894 contrari, mentre a sottoscrivere i 195 mila franchi destinati all’aggiornamento del progetto globale sono stati in 1.043 (poco più del 54 per cento) e in 885 hanno detto no. La partecipazione allo scrutinio si attesa attorno al 60 per cento.

Partecipazione non elevata

«Una percentuale – commenta il sindaco, Damiano Vignuta – forse un po’ sotto le attese, visto l’acceso dibattito suscitato dalla tematica». Quelle appena trascorse sono infatti state settimane infuocate, con un botta e risposta quasi quotidiano fra i referendisti (in particolare rappresentanti del gruppo Alternativa Gordola e di Lega-UDC) e i partiti di maggioranza (PLR e PPD, che hanno espresso ieri soddisfazione con un comunicato congiunto).

«Auspico collaborazione»

Evidentemente sollevato il sindaco Vignuta, pur prendendo atto che la votazione ha di fatto creato una spaccatura fra i cittadini gordolesi. «Ora che la popolazione ha potuto dire la sua – prosegue – auspico che tutti siano disposti a collaborare affinché si possa finalmente riavviare tutte le procedure. La priorità sarà quella di organizzarsi in modo che il cantiere per la ristrutturazione della palestra possa essere avviato, come previsto, il prossimo 21 giugno». Con l’obiettivo di concludere i lavori alla fine di ottobre e di riaprire la palestra al rientro dalle vacanze autunnali. «In parallelo – prosegue il sindaco – gruppo di lavoro e progettisti torneranno a chinarsi sull’aggiornamento del progetto globale, sperando di riuscire a completarlo entro l’autunno e di avviare la tappa successiva dei lavori alla sede Al Burio nel giugno dell’anno prossimo». Il tutto, conclude Vignuta, «tenendo ovviamente conto delle obiezioni sollevate dai referendisti durante la campagna che ha preceduto la votazione. Questo anche, e soprattutto, viste le percentuali scaturite dalle urne. Si sono fatte delle promesse e ora ci si impegnerà a fondo per mantenerle».

Una reazione pragmatica

Prende atto con molto pragmatismo del risultato Edgardo Cattaneo, rappresentante del gruppo Alternativa Gordola e fra i promotori del doppio referendum. «Ci adeguiamo ovviamente alla volontà popolare – afferma – anche se ci spiace per i bambini. Soprattutto per quelli che nei prossimi decenni si troveranno a frequentare una scuola già vecchia, con spazi esterni davvero esegui e difficili da ampliare». Per Cattaneo a pesare sul risultato sono stati vari elementi. «Di sicuro il fattore nostalgia, per quei votanti che ricordano i propri anni alle elementari Al Burio. Non escludo nemmeno motivi legati alla qualità architettonica del complesso. Infine sono abbastanza convinto che abbia influito anche l’imminenza delle elezioni comunali, con i due partiti di maggioranza, favorevoli alla ristrutturazione, che avevano liste complete. Sarebbe bastato che ogni candidato raccogliesse tre o quattro voti per avere successo». Detto ciò, il rappresentante di Alternativa Gordola guarda al futuro e risponde positivamente all’appello del sindaco. «A questo punto saremo sicuramente disposti a collaborare perché l’operazione abbia successo nei tempi previsti». Di più. A titolo personale Cattaneo si dice addirittura disposto a non vincolare l’esecuzione del progetto ai 16 milioni di franchi di tetto massimo preventivati dal Municipio. «Fin dall’inizio – conclude – avevamo detto che non erano sufficienti. Si spenda piuttosto di più, ma la ristrutturazione sia concretizzata nel migliore dei modi».
 

Leggi pure l'articolo "Al Burio di Gordola: sarà risanamento, ma c'è la spaccatura" di Davide Martignoni, pubblicato da laRegione.